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verbo-visuel
2010
Brescia - Italia
Fondazione Berardelli
Via Milano 107, 25126
Lamberto
Pignotti. La poesia ve lo dice prima, la poesia visiva lo dice meglio.
Opere
dal 1945 al 2010
dal 14.05.2010 al 16.10.2010
Dal
14 maggio al 3 ottobre 2010 la Fondazione Berardelli (Brescia, via Milano 107)
rende omaggio al “padre” della Poesia Visiva, Lamberto Pignotti, con un’ampia
mostra antologica dal titolo Lamberto Pignotti. La poesia ve lo dice prima,
la poesia ve lo dice meglio. Opere dal 1945 al 2010, curata da Melania Gazzotti
e Nicole Zanoletti, che ne documenta tutto il percorso artistico.
Sono più
di 200 le opere selezionate, fra disegni, collage, tele emulsionate, libri d'artista
oltre a una ricca documentazione bibliografica, attraverso le quali viene ripercorsa
tutta la carriera dell’artista fiorentino. Dai disegni d'esordio degli anni
Quaranta fino alle ultime prove, dalle sperimentazioni degli anni Sessanta (i
collage di parole e immagini e la serie dei Francobolli) e Settanta (opere realizzate
intervenendo su stralci di quotidiani, come nelle serie Souvenir, Zero, Foto,
Thrilling) alle ricerche sulla mercificazione dell'immagine femminile (nelle
serie De-composizione e Visibile-Invisibile).
Lamberto Pignotti nasce
a Firenze nel 1926 dove risiede fino al 1968, anno in cui si trasferisce a Roma.
Negli anni Quaranta si interessa alle sperimentazioni poetiche e grafiche del
futurismo, del dadaismo e del surrealismo, impostando su tali premesse i suoi
primi disegni, molti dei quali, anche inediti, sono presenti in mostra. Nel
1954 stampa su ciclostile la prima raccolta di poesie, Odissea, frutto della
lettura di autori come Marinetti, Palazzeschi, Tzara, Joyce, Breton e Pound,
poi pubblicata nel 1994.
Negli anni Sessanta Pignotti, influenzato dalle
teorie di Max Bense, formula il concetto di poesia tecnologica e realizza le
prime opere poetico-visuali, ideando insieme a Eugenio Miccini – con il quale
fonda il Gruppo 70 - una nuova modalità artistica che riutilizza parole
e immagini tratte dai mezzi di comunicazione di massa (quotidiani, rotocalchi,
pubblicità e fumetti) con il duplice fine di adottare un linguaggio consacrato
all'uso sociale ed esorcizzare il potere dei mass-media, compiendo una sorta
di risarcimento estetico. L'esposizione presso la Fondazione Berardelli propone
un'ampia selezione di queste prime sperimentazioni: i collage di impronta contestataria
che affrontano apertamente temi politici, sociali e d'attualità – tra
cui E' stata un'inutile attesa del 1963 e Qualcosa di nuovo nel frigorifero
del 1964 - e le serie dei francobolli e dei fotoromanzi, che servendosi delle
modalità espressive del fumetto giocano a mettere a nudo, con sferzante
ironia, le contraddizioni della società borghese e consumista.
Alla
fine degli anni Sessanta Pignotti interviene con un tratto nero, con cancellature
e scritte, su immagini che ritaglia da quotidiani, privandole di didascalia,
nel tentativo di riappropriarsi di scatti destinati a vivere un solo giorno.
Scegliendo di utilizzare la propria grafia, come sottolineano le curatrici in
catalogo, «si espone in prima persona, si prende la responsabilità
diretta dei propri giudizi, creando allo stesso tempo un'interazione più
diretta tra segno, parola e immagine, quasi una compenetrazione». Questo
processo viene approfondito dall'artista nel corso di tutti gli anni Settanta
nelle serie Souvenir, Zero, Foto ricordo, Thrilling e Happening, ampiamente
documentate in mostra.
Successivamente la sua attenzione viene attratta
dalle immagini patinate dei rotocalchi su cui si accanisce con abrasioni e scritte
autografe. Nascono così le serie De-composizione e Visibile-Invisibile,
realizzate nel corso degli anni Ottanta e Novanta, che analizzano l'immagine
che tali riviste e più in generale la società offrono della donna,
come sottolinea in catalogo Patrizio Peterlini: «ciò che è
messo in primo piano, proprio grazie alle immagini estratte dalla stampa pubblicitaria,
è esattamente ciò che viene sistematicamente negato: l’essere
umano non vive di bisogni materiali ma di desiderio che non può esistere
che nella mancanza. Solo il gesto creativo può sovvertire tale logica
e farne emergere la falsità. In questo modo l’operazione artistica libera
energia sovversiva e si connota come atto etico oltre che politico».
Coerentemente
con questo percorso, negli ultimi anni (sono esposti anche lavori datati 2010)
Pignotti ha indagato, servendosi in particolare della tecnica del collage, le
trasformazioni della società in rapporto al mondo della comunicazione
di massa, per restituire come attraverso uno specchio “ciò che siamo
e ciò che vogliamo”.
L'esposizione intende testimoniare anche la
lunga e ricchissima produzione editoriale dell'artista che spazia da saggi critici
fondamentali per le ricerche poetico-visuali come La scrittura verbo-visiva,
pubblicato da L'Espresso nel 1980, a raccolte di articoli come Istruzioni per
l'uso degli ultimi modelli di poesia (Lerici, 1968), a antologie poetiche come
Nozione di uomo (Mondadori, 1964) e Una forma di lotta (Mondadori, 1967) oltre
a numerosi libri d'artista come quelli della serie Journal risalenti agli anni
Settanta.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano/inglese),
che comprende testi di Melania Gazzotti, Patrizio Peterlini, Nicole Zanoletti.
Fondazione Berardelli
via Milano, 107 - Brescia
+39 030313888
info@fondazioneberardelli.org
www.fondazioneberardelli.org
Orari:
martedì – venerdì 9.00-12.30
e 15.30-19.30, sabato 10.00-12.00 e 15.30-19.30
Ingresso
libero
Bratislava - Slovacchia
Parole
contro, tempo di poesia visiva
21 ottobre 2010 – 3 novembre 2010
Design
Factory, Bottova 2
Nell’ambito
della X Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, di cui abbiamo voluto cogliere
anche quella più sottile essenza sottesa al tema “Una
lingua per amica: l’italiano nostro e degli altri”, abbiamo pensato di inserire
la mostra “Parole contro – Il tempo della poesia visiva” comprendente un’antologica
di alcuni dei suoi massimi interpreti: La Rocca, Malquori, Marcucci, Miccini,
Ori, Perfetti, Pignotti.
La poesia visiva, ponte fra scrittura e pittura;
la poesia visiva, sperimentazione intersemiotica; la poBratislavaesia visiva
felice sintesi fra letteratura e pittura che fonde e confonde il modo lineare
di leggere il linguaggio e il modo avvolgente di guardare il quadro; la poesia
visiva come forma “plurisensoriale”, quella plurisensorialità che, in
termini più aulici, corrisponde alla sinestesia. La poesia visiva, dunque,
come forma di sinestesia culturale, come ponte fra culture. Questo il motivo
della mostra.
Il gioco della Poesia visiva
Riflessioni sull’universo
della comunicazione, sulla tecnica del collage letterario, sul linguaggio del
corpo e del gesto, sulla gestualità segnica, visiva, uditiva, musicale
e poetica; sperimentazioni che vanno dalle “tavole parolibere” alla tecnica
del collage, questi i momenti di quella rivoluzione culturale degli anni Sessanta
che si avverte in maniera particolarmente forte e pregnante nella Poesia Visiva.
Nei
primissimi anni Sessanta, infatti, parallelamente alle attività dei Novissimi
e del Gruppo ’63, numerosi artisti si interessano contemporaneamente alla potenzialità
espressiva della parola accompagnata dall’immagine, dando vita a quel movimento
artistico che verrà poi denominato poesia visiva. A Firenze, nel 1963,
dall’incontro tra Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, nasce il Gruppo 70 al
quale successivamente prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca,
Luciano Ori, Roberto Malquori, seguiti da Mirella Bentivoglio, Giuseppe Chiari,
Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco.
I poeti visivi, rendendosi
conto che sia la letteratura sia l’arte stavano utilizzando un linguaggio
eccessivamente lontano da quello comune decidono, per colmare questa distanza,
di creare un moderno volgare, il cui lessico proviene dall’habitat della comunicazione
di massa, cioè dai quotidiani, dai rotocalchi, dalla pubblicità
e dai fumetti. Il fine è duplice: raggiungere un pubblico sempre più
vasto, grazie all’alto grado di decifrabilità e allo stesso tempo esorcizzare
il potere dei mass-media. La tecnica che risulta più congeniale per raggiungere
questo risultato è il collage che permette, tramite il riutilizzo di
testi e immagini provenienti dal mondo dell’informazione, un impatto immediato
e forte. L’Italia non è l’unico scenario dove la ricerca artistica fra
parola e immagine prende piede, anche se le si può riconoscere una sorta
di primato. In altri parti d’Europa infatti artisti come Julien Blaine, Jean
Francois Bory, Hans Clavin, Alain Arias Misson, Paul De Vree sviluppano sperimentazioni
simili, stabilendo rapporti di scambio e collaborazione con gli operatori italiani
della poesia visiva. Sempre in Italia si sviluppa una particolare tendenza,
denominata Nuova Scrittura, interessata a creare un rapporto tra letteratura
e pittura. Il termine è coniato nel 1967 da Ugo Carrega uno dei fondatori
del gruppo.
Una nuova questione della Lingua, insomma, in un mondo che si
stava già aprendo ad un’altra questione linguistica, quella del
computer. Ma questa è un’altra storia.
Teresa Triscari Direttore
Istituto Italiano di Cultura di Bratislava
Parole contro, tempo di poesia
visiva
21 ottobre 2010 – 3 novembre 2010
Orari: Lun – Ven: 10:00 – 18:00, Sab-Dom:
13:00 – 18:00
Design
Factory, Bottova 2, Bratislava
Organizzato da: IIC In collaborazione
con: Design Factory, Regione Toscana, Casa Venturi, Welaworks, BCB
Budapest - Ungheria
Visual
Poetry – Concrete Texts
Museum of Fine Arts
January 13 – May 9
This
might not be the hottest exhibition of the year in the Museum of Fine Arts,
but if you are interested feel free to visit while at the Heroes Square. The
description below is the official description of the exhibition.
The various
forms of visual poetry – or experimental poetry as it is also known- came into
existence along the fringes of traditional forms of literature, the visuals
arts and music. Their role in modern art was always that of reconnecting branches
of art that had taken different directions according to new points of view as
well as the opening up of the possibilities hidden within already existing materials
of expression.
The Open Structures Art Society’s (OSAS) new, international
exhibition brings together original works, copies and details of works dating
from the beginning of the 20th century to the present day. Several characteristic
periods and areas meet within the bounds of the exhibition: Western type, coarse,
typographical concrete poetry; visual poetry, which had been influenced by Concept
Art and Structuralism; visual poetry’s own characteristic Hungarian form, represented
by picture poems by Hungarian writers; and contemporary Japanese visual literature
from the representative collection of Austrian artist Josef Linschinger. Several
historical film and contemporary phonetic works of poetry compliment the visual
materials on display.
Forlì - Italia
“POESIA VISIVA OGGI? VIETATO
PENSARE MA LIBERI DI ANDARE”
dal
9 al 21 ottobre 2010
Inaugurazione:
sabato 9 ottobre 2010 ore 16
Presso la Sala MEGA-MenoUno – C.so Della Repubblica
n. 144 - Forlì
Programma:
Ore 16: Inaugurazione
Ore 17:
“Lassù nell’Alto Appennino”: audiovisivo di Luciano Prandini
Ore:17,30
“Un polipoema non lo si ascolta o lo si vede, si convive con esso”: reading
performance di brani dagli anni Ottanta all’oggi, del poeta Enzo Minarelli.
Opere
in mostra di:
Ignazio Apolloni (Palermo), Paolo Badini (Bologna), Vittore
Baroni (Viareggio), Claudia
Bartolotti (Forlì), Luigi Bassetti (Tredozio-FC),
Rosetta Berardi (Ravenna), Anna Boschi
(Castel San Pietro, BO), Luciano
Caruso (Firenze-1944-2002), Nadia Cavalera (Modena), Sergio Cena (Briaglia-CN),
Carlo Marcello Conti (Udine), Corrado Costa (Mulino di Bazzano – 1929-1991),
Caterina Davinio (Lecco), Antonio De Marchi-Gherini (Gera Lario-Como), Prisco
De Vivo (S. Giuseppe Vesuviano-NA), Giannino di Lieto (Minori-SA, 1930-2006),
Marcello Diotallevi (Fano), Liliana Ebalginelli (Milano), Giovanni Fabbri (Castiglione
di Cervia-RA), Fernanda Fedi (Milano), Giò Ferri (Lesa-Novara), Ginetta
Maria Fino (Bologna), Alfio Fiorentino (Mestre-VE), Giovanni Fontana (Milano),
Bice Garzoni (S. Maria Capuavetere-CE), Gino Gini (Milano), Antonio Giosa (Forlì),
Alfonso Lentini (Belluno), Oronzo Liuzzi (Corato-BA), Arrigo Lora Totino (Torino),
Mario Lunetta (Roma), Piero Maffessoli-Malipiero (Bagno a Ripoli-FI), Ruggero
Maggi (Milano), Maria Grazia Martina (Breganze–VI), Eugenio Miccini (Firenze,
1925-2007), Enzo Maglietta (Novoli-Bari), Enzo Minarelli (Cento-FE), Giorgio
Moio (Quarto-NA), Caterina Morelli (Bologna), Franco Palazzo (Ravenna), Anna
Palma (Cattolica-Rn), Francesco Pasca (S. Pietro in Lame-LE), Giancarlo Pavanello
(Milano), Michele Perfetti (Ferrara), Lamberto Pignotti (Roma), Franco Piri
Focardi (Rignano sull’Arno-FI), Luciano Prandini (Castelfranco Emilia-MO), Giancarlo
Pucci (Fano-PU), Gian Paolo Roffi (Bologna), Sabina Romanin (Pordenone), Danila
Rosetti (Forlì), Antonio Sassu (Torreggia-PD), Renato Sclaunich (Bolzano),
Eugenia Serafini (Roma), Carlo Alberto Sitta (Modena), Antonio Spagnuolo (Napoli),
Adriano Spatola (1941-1988), Erio Sughi (Forlì), Alberta Tedioli (Modigliana
FC), Massimiliano Testa (Samassi-Cagliari), Ettore Tomas (Sasso Marconi-BO),
Liliana Ugolini (Firenze), Ivano Vitali (Firenze), Maria Filippa Zaiti (Forlì).
E da altri paesi: Miguel Jmenez (Spagna), John M. Bennett (Columbus, USA), Lubomyr
Tymkiv-A.Moreno (Ucraina), Ryosuke Cohen (Osaka).
Fuoriprogramma: opere
dal mondo (dall’archivio Argnani-Miccini)
VIETATO PENSARE MA LIBERI
DI ANDARE
Poesia visiva oggi? È possibile, anzi necessaria, almeno
per cancellare tutti i muri grigi, specialmente dopo l’abolizione dei graffiti
e la condanna degli artisti-graffittari e la tentazione di inibire la libera
espressione delle idee. Come sosteneva Eugenio Miccini “gli Dei non amano il
disordine”, ma i Visivi prendono tutto il materiale offerto dalla realtà
non per analizzarla strutturalmente, ma per andare oltre l’analisi strutturalistica,
per incrinare il dato visivo abituale e ricomporlo deformato affinché
lo spettatore/lettore, osservandolo/leggendolo, ne venga respinto, impari a
comprenderne l’effettiva sostanza e i fini nascosti. Quindi la poesia visiva
è l’unica forma di espressione artistica politicamente impegnata e valida
a tutt’oggi. I mezzi usati sono in generale poveri: materiali presi dai giornali,
dai manifesti, annunci pubblicitari, fotografie, mozziconi di parole, raccolti
ovunque. Poi rifusi e ricomposti con le tecniche più diverse per creare
opere/documenti in cui confluiscono il soggetto/artista e l’oggetto realtà.
L’artista è libero di andare, di pensare, di fare e di mettersi in discussione.
Proprio come già dal 1913 osò provocare il poeta italo/francese
Guillaume Apollinaire (Roma 1880-Parigi 1918) con i suoi famosi Calligrammes,esprimendo
una nuova visione poetica libera dalle costrizioni della metrica e scritta in
modo da comporre un disegno, un’immagine; o come, qualche decennio più
tardi, farà anche l’impetuoso poeta gallese Dylan Thomas con i suoi ‘parallelogrammi’;
o addirittura l’uomo delle caverne di-segnando sulla roccia i geroglifici della
propria presenza.
Ma la Poesia Visiva in Italia si rivela dopo la metà
del secolo scorso, diffondendosi poi in tutto il mondo, grazie a due spiriti
ribelli e innovatori come Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti. Due toscani nati
e cresciuti in quella Firenze che per secoli e fino all’ultimo dopoguerra è
stata fulcro e movimento della cultura. Insomma, per dirla con le parole di
Miccini e Pignotti: “La poesia visiva, nonostante tutte le diverse e molteplici
relazioni con analoghi fenomeni precedenti…, nasce in Italia negli anni 1962/63.
Alcuni personaggi si trovarono – tra Firenze, Roma e Napoli – ad operare a distanza
sopra le stesse esperienze che poi con diverse motivazioni ideologiche, metodologiche
ed estetiche furono raccolte e diffuse dal Gruppo ’70 di Firenze. Vero è
che nel suo ormai lungo corso le varie puntualizzazioni poetiche hanno preso
caratteri e sfumature diversi e perfino antagonisti. Era ed è il segno
di quella partecipazione ad un ‘movimento’ che, ad opera delle singole personalità,
doveva ulteriormente precisarsi in ordine a determinate opzioni tecniche, stilistiche,
ideologiche… L’arte, è stato detto giustamente più volte, non
è un hortus conclusus ma un processo, tanto più oggi che questo
suo “divenire” ha preso una costante accelerazione, con l’inevitabile, progressiva
entropia negativa che caratterizza gli aspetti transeunti di ogni “progresso”.
La poesia visiva, infrangendo il privilegio accordato all’uso verbale della
parola o alla parola tout court, si pone all’esterno della letteratura in quanto
non le è complementare, non ne attinge direttamente i modelli, non ne
rispetta i “generi” e si postula addirittura come alternativa…”. E poi, secondo
Lamberto Pignotti, se “I libri di filosofia verranno un giorno stampati a fumetti,
la linguistica sarà esposta con tavole a rotocalco, il codice civile
adotterà una segnaletica di tipo internazionale analoga a quella del
codice stradale? A parte il suo aspetto paradossale l’interrogatorio racchiude
in sé un’esigenza tutt’altro che futile: là dove le attuali lingue
nazionali dividono, un linguaggio visivo potrebbe unire. Oltre alla segnaletica
stradale, del resto assai recente, esistono da tempo altri linguaggi che si
richiamano variamente a un’esigenza visiva: basterà pensare per esempio
alla matematica, alla geometria, alla chimica, alla musica, ad alcune branche
della fisica in cui l’impiego dei simboli evita l’uso di frasi…”
Tutto questo
e non solo questo si scopre lungo il percorso della mostra forlivese che raccoglie
opere fresche e recenti dei maggiori artisti italiani della poesia visiva contemporanea,
con qualche testimonianza di gesti visionari di poeti di diversa appartenenza
globale.
LA POESIA È MORTA? VIVA LA POESIA!
Ringraziamenti:
a Mega “MenoUno” Forlì per la disponibilità riservata per la realizzazione
della mostra; ad Alessandro Miccini e Anna Palma, alla «Galleria Palestro»
di Ferrara per aver prestato opere di E. Miccini, e a tutti gli artisti che
hanno aderito.
Orari di visita: Lunedì-Sabato: 17-19; per appuntamento
telefonare a: 0543/402300 D. Argnani) - 3337167331 (Mega-Forlì);
Centro
Culturale L’Ortica: Tel. 0543/092569 – E-mail: orticadonna@tiscali.it – homer_g@tin.it
Brescia - Italia
GIOVANNI
FONTANA, Testi e pre-testi
a cura di Melania Gazzotti e Nicole Zanoletti
19
dicembre 2009 - 31 marzo 2010
Fondazione Berardelli
Via Milano 107, 25126
La
Fondazione Berardelli di Brescia inaugura la prima grande mostra antologica
dedicata al poeta visivo, sonoro e performer Giovanni Fontana.
Le prime
tavole verbo-visuali di Fontana, in cui assembla parole e immagini provenienti
da quotidiani e rotocalchi, risalgono al 1966. Si accorge ben presto che la
tecnica del collage, intesa in senso classico, è limitante per le sue
esigenze espressive. Nella realizzazione della serie delle ottanta tavole, che
poi comporranno il libro d'artista “Radio/Dramma”, unisce a immagini provenienti
dal mondo della comunicazione di massa, brani dattiloscritti a cui sovrappone
annotazioni, cancellature e disegni. La sua verve creativa lo spinge poi a superare
i limiti imposti dalla parola scritta, per coinvolgere spazio, suono e gesto.
Inizia così a cimentarsi con forme espressive legate all’ambito del teatro,
del video e della sperimentazione audio per concentrarsi successivamente nella
pratica della performance, nella quale riesce a racchiudere tutte le sue precedenti
esperienze di attore, regista e poeta sonoro.
Giovanni Fontana non si riconosce
quindi all'interno di una specifica corrente artistica e trovando limitante
per sé l'appellativo di poeta visivo, preferisce definirsi un “poliartista”.
Per differenziare la sua esperienza da quella verbo visuale conia il termine
“poesia pre-testuale”: una nuova disciplina capace di servirsi di differenti
linguaggi non necessariamente legati ad un unico ambito. La scelta di utilizzare
un medium per veicolare un'idea non è per Fontana un'operazione definitiva
e limitante, ma uno stimolo, un trampolino -per usare la definizione di Bernard
Heidsieck- per riuscire a sviluppare ulteriormente il medesimo lavoro, attraverso
un altro mezzo.
Giovanni Fontana negli ultimi trent'anni ha partecipato
a più di seicento mostre collettive e ha proposto performance e installazioni
video e sonore in centinaia di festival di nuova poesia e di arti elettroniche
in tutto il mondo.
La mostra allestita presso gli spazi della Fondazione
Berardelli presenta i lavori più significativi della sua produzione,
dalle prime tavole di poesia visiva degli anni Sessanta fino alle opere più
recenti. Sarà documentata anche la sua esperienza di poeta sonoro e performer,
oltre all’intensa attività editoriale che l’ha accompagnato nel corso
di tutta la sua lunga carriera.
Inaugurazione sabato 19 dicembre 2009
ore 18.00
Orari: da
martedì a sabato 9.00-12.30 / 15.30-19.30
ingresso libero
Fondazione Berardelli
Via Milano 107, 25126 Brescia
Tel. 030 313888
info@fondazioneberardelli.org
www.fondazioneberardelli.org
Catalogo:
edito da Fondazione Berardelli in italiano e inglese a cura di Melania Gazzotti
e Nicole Zanoletti, prefazione di Marcello Carlino
Come arrivare: Treni
FS Milano – Brescia
Bus 3 (dal Piazzale della Stazione FS, fermata Via Milano)
Ufficio
stampa: Studio Pesci, Via San Vitale 27, 40125 Bologna
Tel. 051 269267
- Fax 0512960748
www.studiopesci.it
info@studiopesci.it
2009
Crema- Italia
Circolo
Poetico Correnti
18/19/20 settembre 2009
Technomatic
Videopoetry
Rassegna di Videopoesia
Il panorama della videopoesia
si sta incamminando sempre più verso una propria autonomia.Le procedure
tecnologiche e quelle espressive ed estetiche, si integrano e si corrispondono
in sempre più stretta interazione.Le immagini fanno testo in sintesi
sinestetiche e gli autori comprendono sempre più che il videoè
mezzo assai duttilie per l’accesso in presa diretta alla loro creatività
soggettiva.Questa molteplicità d’intenti ed approcci individuali,accomuna
questa rassegna, nella quale, ad ogni video, viene sperimentata una soluzione
estetico/ visiva diversa e dove i linguaggi tecnologici vengono ogni volta messi
in gioco e relazionati con quelli dell’arte e della poesia.Dalle semplici forme
geometriche digitalizzate, al tributo reimmaginato verso i maestri del ‘900.
Dal semplice automatismo linguistico riscoperto nel rapporto macchina/voce/immagine
alle performance che eventano i corpi verso le metafore visive dei
gesti,attraverso rapporti interiori con elementi naturali interpretati dalle
loro videorelazioni in versi. Pixel animati e metamorfici che scrivono poesie
con la sintassi delle computer graphics e della post produzione.Tutto ciò
testimonianza la ricchezza della complessità estetica e le traiettorie
di riflessione che le immagini suggeriscono quando da essenze audiovisive, con
il loro lavoro, la loro technè, richiamano alla contemporaneità
lo spettatore/lettore, pronto ad ascoltare e vedere questi techno alfabeti di
videosegni ed a stimolare la propria percezione sensoriale verso territori ulteriori
della contemporaneità. (Alberto Mori)
Autori e video:
GRUPPO
SINESTETICO (Matteo Albertin Antonio Sassu
Gianluca Scordo)
Loop 1 (0:54) Loop 2 (1:10)
Loop 3 (1:28) (2003)
Il progetto
Loop 1/2/3/ videos , nasce sulla base di una evoluzione di Pensiero Sinestetico
sviluppatosi nella storia; cioè dalla ricerca utopica di un'unico lavoro
d'arte Totale, creata da un'interscambio di linguaggi espressivi.Linguaggi poetici
nell’uso di immagini visive sulla quotidianità rivolte soprattutto alla
sinestesia.
Michele Lambo
Omaggio a Carmelo Bene
(2:46) (2004)
Questo video è stato realizzato
dagli scarti di prodotti consumati. Qualunque cosa si consuma crea un
rifiuto, uno scarto. Uno scarto di immagini consumate rigenerate per l'omaggio
ad un personaggio sicuramente scomodo per cui lo scarto diviene
memoria di un sentire.
Omaggio a Joseph Beuys (2:02) (2007)
Riprendendo
un unico frame dal video-performance di Beuys “FILTZ TV” del 1970, rappresento
l' artista seduto ad osservare, immobile spettatore passivo, costretto
a subire le immagini di un vecchio televisore in bianco e nero che lancia ipnotiche
suggestioni cromatiche da cui è impossibile sottrarsi. Quasi uno sguardo
ed un commento profetico del grande artista verso un futuro dominato dai media.
Testo
(3:20) (2009)
Una breve ed intensa poesia
di Maria Grazia Galatà scritta nell'acqua.
L'acqua che genera
e dissolve tutto, anche le parole.
SempreCreativaPoetica (Alberto
Mori GinoGinel)
BanglaWash (3:16) (2008)
I
cicli del lavasecco automatico. La voce in successioni seriali di sincopi fonetiche.
La percussività sugli strumenti ad arco del kronos Quartet cadenzano
questo video in un mantra performativo.
BanglaDash (6:24) (2008)
Il
ciclo lavaggio del lavasecco automatico. Il detersivo “Dash” come slogan con
invocazione a Shiva. Il tappeto sonoro di musica techno. L‘esperienza centrifugata
del luogo in movimento diluito e reiterato.
gruppo FLUDD (Gianriccardo
Scheri Marco Cacciamani Angela Mambelli)
"CFC” (6:15)
(2009)
“dalla mano sul tasto al diffusore,sulle onde in ampiezza e
lunghezza dentro le macchine del suono elettronico”. Frames e frammenti tratti
da film, documentari e riprese in dettaglio di strumenti elettronici,rielaborati
e montati per costituire lo sfondo visivo di un concerto/performance.
"TAGS”
(6:48) (2009)
“gesti di pennello o spray firme o segni ,intorno
alla tela o strisciando lungo i muri, in tondo a terra o in un cammino di carta"
Sequenze e frames tratti da film, documentari e riprese in dettaglio di scritte
e manifesti,rielaborati e montati per costituire lo sfondo visivo di un concerto/performance.
Ruggero
Maggi
“Underwood” (9:27) (2006)
Da un intervento site-specific
realizzato alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Performance di
Kappa in collaborazione con Gioia Fruttini, Gianmarco Gaviani, Sarah Pini.
Queste
le impressioni riguardo al video dello scrittore e poeta Giò Ferri: “Quella
fluorescenza diffusa, accesa dall’ombra e spenta dal biancore della luce (splendida
poetica ambiguità), mi ha coinvolto in un oltremondo di concettualità
quadridimensionale. […] Non plateale: spettacolare nel senso del latino spectare,
vale a dire osservare al di là di ogni superficiale realtà,
oltre la parete invisibile del banale quotidiano. […] E mi è venuto in
mente, ancora, l’insistito tentativo di cogliere il passaggio fra la luce e
l’ombra nell’opera scritturale e critica di Roberto Sanesi. Qui, in Underwood
tu hai dipinto con la luce e l’ombra lo spazio quadridimensionale, invitandoci
ad entrarvi.”
Antonio Meo
Unexpected Dancers (6:23)
(2009)
Quattro danzatrici francesi della Compagnie " Retouramont
" in una esibizione coraggiosa e poetica di Danza Aerea a Palazzo Marino
in piazza della Scala a Milano.Filmato e montato da Antonio Meo per Video ALOK
Milano,sulla musica del duo di musica elettronica ARASONUS.
Psychedelc
Run (3:15) (2006)
L'uomo numerico in un corpo databse durante
una passeggiata metropolitana visionaria. Computergraphica al ritmo incalzante
della musica elettronica degli ARASONUS.
Giorgio Longo
Geomanzie
(10:00) (1998)
Geomanzie è un video
sulla magia della terra dove corpi nudi di donna s'intersecano con le zolle
del terreno in “grafomagmi” materici attraverso una ritualità mistica
metamorfica.
Semiolabile cinematografica (Puccio Chiesa
Roberto Moroni)
Un solvente per le nuvole (1.Atmosfera 2. Fuggendo
3.Splendente) (4:36) (2008)
“Adorate le nuvole perché
è lì che viviamo” Grigorij Efimovič Rasputin
In tre movimenti
la vita effimera nell’aria e l’impulso della poesia dell’immagine che modula
le presenze passeggere delle nuvole / versi.
Elena Chiesa
“Il
punto dopo di te” (0:23) “Polifemi” (1:11)
“To a beautiful Lady” (1:24)
“More” (1:01) (2006)
Le mie videopoesie sono forse semplicemente un
supporto all’ascolto. Un viaggio immaginifico lungo le parole. Un tentativo
di fermare visivamente il senso della poesia. Oppure sono solo un pretesto per
liberare la mia mente delle cianfrusaglie che si sono stipate dentro… Come dice
Maxence Fermine nel suo libro “Neve”: “La poesia è innanzitutto
pittura, coreografia, musica e calligrafia dell’animo. Una poesia è al
tempo stesso quadro, danza, musica e scrittura della bellezza.Ed io mi sono
messa alla ricerca di quella bellezza mediante l’animazione pittorica perché
se una poesia puo essere tutte queste cose allora una videopoesia, puo essere
molto di piu? ”
Treviso- Italia
Da
un progetto culturale di Michel Tapié: affinità tra l'arte giapponese
del dopoguerra e artisti informali dell'Occidente.
Dal
17 Ottobre al 28 Novembre 2009
L'Elefante – Arte Contemporanea
Dopo
un ciclo di mostre di artisti contemporanei che hanno utilizzato codici espressivi
provenienti dal profondo legame che si stabilisce tra arte e vita, raccogliendo
ed elaborando sapientemente materiali di uso comune, immagini, suoni legati
ad un vissuto personale che nella sua dimensione collettiva e storica restituisce
loro distinzione e li rende unici, abbiamo scelto di tornare a parlare di pittura,
molto indietro, tra gli artisti che nel gesto, talvolta violento, nel segno,
spesso aggressivo, scoprono quanto la condizione di artista non possa ignorare
il suo rapporto con la vita.
In particolare, partendo da un progetto culturale
del critico Michel Tapié, questa mostra mette in luce le affinità
tra l'arte giapponese del dopoguerra e alcuni artisti informali dell'Occidente.
Il
Gruppo Gutaj, fondato nel 1954 da Jirò Yoshihara, espone per la prima
volta al Museo Municipale di Tokyo nel 1955. Allan Kaprow, padre dell' Happening,
attribuisce al gruppo l'origine di alcune tra le più importanti tendenze
dell'arte contemporanea, l'Happening, la Land Art, l'Arte Povera.
“...Noi
crediamo che più dell'arte sia la scoperta che merita rispetto, che sia
arte o no non ci interessa e tutto ciò che non rientra nel concetto di
arte è di gran lunga più attraente per ognuno di noi”. (Jirò
Yoshihara).
Proporre una mostra di Gutaj è purtroppo impossibile.
Rinunciando ad un modo di fare arte tradizionale, essi combinano materiali cedevoli,
fango, stoffa, liquidi, a volte l'aria e il fumo che si sono persi.. Fuori da
un contesto museale convenzionale escono negli spazi aperti e creano installazioni
e performance pubbliche .
Ma questa straordinaria energia vitalistica questi
artisti la esprimono anche sulla tela, con lo slancio emozionale che vi esplode
attraverso la materia. L'intenzione è di coinvolgere altri sensi oltre
alla vista. Da noi, Hans Hartung sosteneva che vedere non è un'esperienza
totale e diceva: “….ciò che amo è agire sulla tela.”
É
del 1957 il viaggio che Georges Mathieu compie in Giappone assieme a Michel
Tapiè, dove si esibisce in due performance.Avvengono scambi da una parte
e dall'altra, ma uno merita un' attenzione particolare.Per la rapidità
nell'esecuzione, la gestualità con cui viene attuata, per la sua stessa
capacità di evocare altro - parole, frasi, concetti – e per la sua bellezza,
la calligrafia orientale svolge un ruolo fondamentale presso alcuni importanti
artisti occidentali, Mathieu stesso, Henri Michaux, Mark Tobey, Franz Kline.
Ma non si tratta di puro compiacimento di forme, citazioni gettate a caso sulla
tela. Se ne intuisce tutta la potenzialità espressiva in forma artistica
accogliendo istanze già espresse dagli stessi artisti giapponesi in precedenza.
Pur
appartenendo ad un contesto del tutto differente, artisti occidentali e orientali
hanno abbracciato l'idea che il fare pittura non è mostrare una cosa.
Forse è stata la ferocia della guerra ad indurli a cercare altro in una
sorta di scambio reciproco dove le contaminazioni davano un significato nuovo
all'arte e alla vita.
“...La nostra esperienza si è costituita con
tutto quello che abbiamo vissuto. Ho freddo, ho caldo, soffro tutti i movimenti
interiori del mio corpo, ecco tutto quello che mi dà accesso alla conoscenza
del mondo. Quando bambini entriamo nel mondo gridiamo perché vivere è
terribile, in realtà. Così noi conosciamo il mondo. Quello che
proviamo è molto più forte dei rossi, degli azzurri che vediamo
attorno a noi. E per noi pittori tutto questo è da esprimere. È
un'altra questione, ma l'esperienza ridotta alla sola visione, non ci fa conoscere
l'oggetto e nemmeno il mondo. Non escludo il fatto di vedere, al contrario,
ma la vista non è il solo modo di conoscenza. Abbiamo ben altre maniere
di conoscere." Hans Hartung.
Dal 17 Ottobre al 28 Novembre 2009
Inaugurazione
Sabato 17 Ottobre dalle ore 18.30
L'Elefante
– Arte Contemporanea
Via
Roggia 52 – 31100 Treviso
– Tel/Fax: 0039 0422 419550 – Cell. 348 9036567
Dal
Martedì al Sabato, dalle 15.00 alle 19.30 o su appuntamento
www.galleriaelefante.com
– e-mail: galleria.elefante_at_libero.it
London - UK
REGINA VATER
MEMORY
OF LIGHT
A catalogue introduced by Guy Brett accompanies this exhibition
Artist’s
Talk*
Regina Vater in conversation with Guy Brett, Michael Asbury and Isobel
Whitelegg
22 June 2009, 5.30-6.30pm
Private View 22 June 2009, 6.30-8.30pm
Exhibition
dates: 23 June to 19 August 2009
*attendance to the artist’s talk is
free, but booking is essential: lbarbi@brazil.org.uk
The
Embassy of Brazil proudly presents Memory of Light, an exhibition of works by
Regina Vater, an artist that has been at the forefront of the Brazilian art
scene since the 1970's. Vater is recognized for her engagement in the production
and dissemination of visual arts internationally, 'creating installation works
of great delicacy', as Guy Brett has described her works, and her closeness
to the expression of the poetry of the Concrete movement in Brazil. In her own
country, in Europe and later in the United States, where she has lived since
the 1980's, Vater became closely related to important figures in the artistic
world, such as Hélio Oiticica, Lygia Clark, Augusto de Campos and John
Cage. Her oeuvre encompasses an array of different media, ranging from photography
and drawing to video and site-specific installation. Vater is also known for
her continuous commitment to the diffusion of the works of both Brazilian and
international artists. Her career is marked by her participation in some of
the most important exhibitions and Brazilian visual art events of the last 30
years, including the Biennale des Jeunes – 1967, Paris, the Venice Biennale
-1976, Here and There: Travels Part 2, P.S.1 Museum, Clocktower Gallery, New
York – 1989, America, The Bride of The Sun – 1992, Koninklijk National Royal
Museum, Antwerp, and Brazilian Visual Poetry, which she curated, Mexic-Arte
Museum, Austin – 2002. Her work also features in major private and public art
collections in Brazil and abroad, such as the National Library of France, Paris,
the Museum of Modern Art of Rio de Janeiro, the Museum of Modern Art of São
Paulo, The Nelson A. Rockefeller Center for Latin American Art of The Museum
of Art, San Antonio, Texas, the Blanton Museum of the University of Texas, Austin,
Texas, and the Ruth and Marvin Sackner Visual Poetry Archives, Miami.
Memory
of Light will present a variety of recent works: To Leonardo, a series of large
photographic images, or 'digital paintings', of dilapidated walls in colonial
towns in the northeast of Brazil on which Vater later inscribes poetic notes
in reverse and drawings for installations; and the installations Seek in the
Unseen and Beauty will Appear, an homage to the Sufi poet Farid Ud-Din Attar;
Om Mani Padme Hum, a visual representation of the mantra of the Buddha of compassion,
Avalokiteshvara; and Memória da Luz (Memory of Light), a piece designed
especially for the show at Gallery 32. These works echo Vater's preoccupations
with questions of time, metaphysics and the human condition.“She has evolved
a form of installation work of great delicacy, combining incongruous materials
and words to form sculptural allegories, haiku-like in their brevity, resonant
symbolically and metaphorically. They reflect the very broad legacy that poetry
represents for Regina Vater.
Visitor
information:
Gallery
32
32 Green Street
London
W1K 7AT +44(0)20 7399 9282
gallery32@brazil.org.uk
www.brazil.org.uk/gallery32
Tuesday to Friday,
11am to 6pm
Saturday, 11am to 5pm
free admission
Brescia - Italia
OMAGGIO
A LOTTA POETICA
74 artisti e una rivista
dal
16 maggio al 30 settembre 2009
Fondazione
Berardelli
Via
Milano 107
Brescia
Tel:
030313888
E-mail: info@fondazioneberardelli.org
a cura di Melania
Gazzotti e Nicole Zanoletti
Dopo aver presentato le personali di Ugo
Carrega, Pierre Garnier, Bernard Aubertin, Julien Blaine, Sarenco, Hans Clavin
e Jean-François Bory, la Fondazione Berardelli inaugura il 16 maggio
per la prima volta una mostra collettiva, con più di settanta artisti
internazionali. Le opere esposte vogliono rendere omaggio alla rivista d’avanguardia
Lotta Poetica, pubblicata negli anni settanta e ottanta, e sono eseguite dai
numerosi collaboratori che hanno reso questa testata, una delle più sperimentali
e longeve nel panorama dell’esoeditoria europea. Sono stati così raccolti
più di settecentocinquanta lavori spediti dagli artisti: collage, dattiloscritti,
disegni e dipinti dei quali in mostra sarà presentata una selezione.
Verranno esposti inoltre affianco alle opere i numeri più interessanti
della rivista, di cui la Fondazione Berardelli possiede la raccolta completa.§
Hanno
partecipato all’operazione, vicina alla pratica artistica della mail-art, poeti
visivi e concreti provenienti da tutto il mondo, tra i quali Fernando Andolcetti,
Giovanni Fontana, Arrigo Lora Totino, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Sarenco
(Italia), Heinz Gappmayr (Austria), Luc Fierens (Belgio), Julien Blaine, Jean-François
Bory, Pierre Garnier (Francia), John Furnival, Hansjorg Mayer (Inghilterra),
Hans Clavin (Olanda), J.M Calleja (Spagna), Ladislav Novak, Karel Trinkewitz,
Jiri Valoch (Repubblica Ceca), Alain Arias-Misson (Usa), Edgardo A. Vigo (Argentina),
Paulo Bruschky (Brasile), Takahashi Sohachiro, Hiroshi Tanabu (Giappone) etc..
Lotta
Poetica viene pubblicata a partire dal giugno del 1971 fino al novembre del
1987. Nata da un’idea di Paul de Vree e Sarenco, viene da questi redatta nella
sua prima serie, per poi passare nella seconda unicamente sotto la direzione
di Sarenco e nella terza e ultima da Eugenio Miccini e Sarenco. Vi collaborano
numerosi artisti e poeti che operano a livello internazionale, pubblicando testi
teorici, recensioni, interviste, immagini di opere e anche lavori appositamente
pensati per la rivista.
L’intento, come si evince dal titolo stesso, è
quello non solo di far conoscere le avanguardie artistiche del periodo ma anche
di portare avanti una critica militante nei confronti dei meccanismi del mondo
e del mercato dell’arte, letto all’interno dei grandi cambiamenti sociali e
politici di quegli anni.
Conselice (Ra) - Italia
dal
18 aprile al 9 maggio
2009
ART
BOOKS: 53 libri d'artista in biblioteca
BIblioteca Righini Ricci
via
Giuseppe Garibaldi, 12
Conselice (RA)
+39
0545986928
righiniricci@sbn.provincia.ra.it
La Biblioteca “Giovanna
Righini Ricci” di Conselice festeggia la Giornata Mondiale del Libro e
del Diritto d’Autore,il prossimo 23 aprile, con una mostra dedicata al libro
d’artista dal titolo “ART BOOKS: libri d’artista in biblioteca”, curata da Lamberto
Caravita. 53 artisti italiani impegnati nel progetto di libri con una tiratura
limitata o in pezzi unici in una mostra che si annuncia estremamente interessante,
perché coinvolge autori sparsi per tutta Italia. La mostra che si apre
sabato prossimo alle ore 17 propone da subito una singolare performance e reading
poetico-musicali con artisti performer come Bruno Capatti, Paolo G. Conti, Giancarlo
Pucci, Fulgor C. Silvi, Giovanni & Renata Strada, oltre alla poetessa Maria
Grazia Galatàaccompagnata dai suoni di Gianluca Callice e Liibaan. In
contemporanea sarà presentato il cortometraggio sul libro d’artista di
Mirella Bentivoglio. Il libro d'artista nasce con le Avanguardie storiche del
Novecento, in particolare con Fortunato Depero, artista futurista e prosegue
negli anni ’60 con il concettuale Emilio Isgrò e le sue cancellazionidi
alcune parole o intere righe, accanto agli artisti statunitensi di Fluxus con
le loro operazioni di decontestualizzazione per cercare un “senso diverso” ad
una stessa opera. Il libro è anche parte integrante della Mail Art e
viene inteso come “oggetto” ed insieme “luogo di cultura” per l'artista e per
chi fruisce l’opera. La Biblioteca “G. Righini Ricci” da tempo ha scelto di
promuovere la giornata internazionale del libro cimentandosi in mostre come
i “Libri d’artista di Tonino Guerra”, lo scorso anno e la «Collana
bianca si colora: libri di poesia come libri d’artista» nel 2007. Stessa
scelta nel 2001, quando in occasione dell’apertura della nuova sede, organizzò
la mostra dei «piccoli libri d’artista», coinvolgendo gli studenti
dell’Istituto scolastico comprensivo del territorio comunale. Art Book resterà
aperta fino al 9 maggio negli orari di apertura della biblioteca comunale.
Artisti
presenti in mostra: Maria Agata Amato, Paola Babini, Lucia Baldini, Tiziana
Baracchi, Vittore Baroni, Mariano Bellarosa, Lancillotto Bellini, Mirella Bentivoglio,
Rosetta Berardi, Heriz Bhody Anam, Anna Boschi, Alan Bowman, Mirta Caccaro,
Alfonso Caccavale, Bruno Capatti, Antonio Caranti, Lamberto Caravita,
Ana Christina, Paolo G. Conti, Carmela Corsitto, Ègo_Tek, Fernanda
Fedi, Luc Fierens, Maria Grazia Galatà, Alberto Galligani, Lia Garavini,
Filippo Giberto, Gino Gini, Umberto Giovannini, Vesna Krehic, Benedetta Iandolo,
Pietro Lenzini, Gisella Lucci, Magnifiche Editrici, Mario Mazzotti, Laura Medici,
Pietro Meletti, Elena Modelli, Luisa Passarini, Maurizio Piccirillo – Valeria
Bucefari, Teresa Pollidori, Giancarlo Pucci, Rosella Quintini, Rossella
Ricci, Claudio Romeo,
Mariapia Fanna Roncoroni, Fulgor C. Silvi, Giovanni
Strada, Scarlett & Vincenti, Andrea Tampieri, Stefania Ugolini Ghinassi
Montevarchi (AR) - Italia
Parole Contro.
Il tempo della poesia visiva 1963 - 1968
dal
18 aprile al 21 giugno 2009
Cantieri
LA GINESTRA
Via Della Ginestra
(52025)
email: laginestra@connectingcultures.info
Mostra curata da
Lucia Fiaschi e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Montevarchi
in collaborazione con l'Archivio Venturino Venturi.
Un’indagine di taglio
storico che ripercorre gli anni (1963 - 1968) della nascita e dell’affermazione
di una corrente artistica “che voleva cambiare il mondo attraverso la poesia”.
I portatori di questa meravigliosa utopia sono giovani intellettuali che fondano
nel 1963, a Firenze, il Gruppo 70. Niente sembrava allora adatto a quella modernità
che stupiva e travolgeva. Non era sufficiente la pittura, non era sufficiente
la letteratura, né soddisfaceva la musica tradizionale. La ricerca di
nuove soluzioni 'comunicative' era divenuta ineludibile. Immagini stravolte,
tagliate, ricomposte a suggerire altri significati, ma allo stesso tempo così
familiari, così nostre, pienamente riconoscibili per noi figli della
comunicazione pubblicitaria, del linguaggiotelevisivo, della cultura per immagini.
Parole forti, piene di senso, ironiche, che dallo slogan prendono la forma incisiva,
lapidaria e dalle contraddizioni del loro tempo i contenuti.
In esposizione
110 opere, per la maggior parte inedite, degli artisti del gruppo storico della
Poesia Visiva: Ketty La Rocca, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini,
Luciano Ori, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti
orario:
venerdì 16 -19, sabato, domenica 10 -19,
lunedì-giovedì su prenotazione per scuole e gruppi superiori a
15 persone (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti:
€ 3,00, gratuito under 18, over 65
vernissage:
18 aprile 2009. ore 11
Catalogo
dell'omonima mostra:
"Parole Contro. Il tempo della poesia visiva
1963-1968"
a cura di Lucia Fiaschi
pagine 144
Carlo Cambi Editore
ISBN:
978-88-6403-012-8Prezzo 20,00 euro
www.carlocambieditore.it
info@carlocambieditore.it
Linz - Austria
ALESSIO
LIBERATI: Visual Poems / Visuelle Gedichte / Poemi Visuali
Interplays
of words and images, colours and sounds in space..
OXYMORON
Kulturverein
Römerstraße. 4,
Linz (AUSTRIA)
oxymoronlinz@gmail.com
February
13, 2009 - March 15, 2009
19-24 h
Alessio
Liberati (born 1970 in Cagliari, Italy) is a visual writer. Visual poetry is
his field of action on the artistic, critical and didactic plane. He has a scientific
background (physics, complex networks) and an artistic self-formation (he was
on the editorial staff of Erbafoglio, a review of poetic culture, in the ' 91
and from 2000 to 2004; today he is editor of the Erbafoglio website). Since
1991, he has constructed a personal style of writing through various artistic
forms: kinetic calligrams (Chromodynamic Poems), Poesia Visiva works (12 Visual
Poems between Earth and Sky), concrete poems (in Lotus Poems), poem-objects
(Aurora condensata, Spuma letteralemente, 1998), interactive poems (Random Verse
Generator, 1998), kinetic poems in booklet format, in pps format and video (the
Place of Utopia, Breath in Loop). He also creates - since 2002 - visual web-poems,
especially for international artistic movement against the war. He had contacts
(Erbafoglio, 2002) with some of historic artists of Poesia Visiva movement -
Eugenio Miccini, Stelio Maria Martini, Mirella Bentivoglio - and collaborations
with Luca Maria Patella and with the islamic calligrapher Gabriele Mandel. In
2005 he founded www.cinegrafica.it - a website of art and cinema - and
its archives of visual poetry.
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/alessioliberati-engl.htm
ROUTES
OF VISUAL POETRY
by Alessio Liberati
OXYMORON
Kulturverein
Römerstraße. 4,
Linz, (AUSTRIA)
February
21, 2009
Introduction
to History of Visual Writing
Visual
writing has existed from immemorial time. Beginning from the origins of writing,
we have many examples of curvilinear writings - to form various shapes - or
simultaneous presence of image and text: the ancient spiral inscriptions (in
Etruscan, in Greek,..), the Greek and Latin figure poems (in the shape of an
egg, a ship, an altar, wings and so on ), the German labyrinthine writings of
the 16th century, the Arabic figure poems. In the 20th century, the Apollinaire's
calligrams, the experiments of the Futurists and Dadaists, the Lettrism, Concrete
Poetry, Visual Poetry, Spatialism and the digital poetry such as hypertext,
kinetic poetry or computer generated animation. Today, the computer art and
digital formats give to visual writing new ways and new dimensions...
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/routes_of_visual_poetry.htm
My
routes..
Chromodinamic
poems are essentially verses in which the computer graphics leads to extreme
consequences the research into (virtual) movement of letters. This research
was developed in the twentieth century, by the Italian Futurism (especially
by Filippo Tommaso Marinetti) and by the Spatialism (e.g. Ilse & Pierre
Garnier in France, and Arrigo Lora Totino in Italy). Today the computer graphics
readily allows the distortion and the colouring of letters, to give an impression
of movement; furthermore, the digital formats expand the spatial and temporal
dimensions of visual works...
Also Concrete Poetry has been for me a point
of reference in the research of fusion of word and image, particularly in my
view of the letter like matter suspended in the empty space of page, which wants
to exit from the page.
But, differently from Futurism and concretism, a
feature of these works is the attainment of a stable - no longer experimental
- method of writing. Another feature is the use of various fonts and colours,
in order to express the evolution of psychological states (see Alchemy...Marcel
Duchamp.. and...the Antonioni's films..).
But also the sonorous aspect (in
particular the onomatopoeias) is important: it justifies the use of different
languages, when the Italian alone is not sufficient to obtain the right sound
for an image.
In parallel, since 2000, my interest in the language of Poesia
Visiva movement arises from the need for incisive works on the political plane...
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/eBooks.htm
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/iluogodellutopia.htm
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/breath_in_loop.htm
ALESSIO
LIBERATI: Visual Poems - Visuelle Gedichte - Poemi Visuali
Interazioni
di parole e immagini, colori e suoni nello spazio..
OXYMORON
Kulturverein
Römerstraße. 4, Linz (Austria)
13 Febbraio
- 15 Marzo 2009
19-24 h
Nasce a Cagliari
nel 1970. Ha una formazione scientifica (fisica, reti complesse) e un' autoformazione
artistica (ha fatto parte della redazione della rivista di cultura poetica Erbafoglio,
nel '91 e dal 2000 al 2004; oggi ne cura il sito web)
A partire dal '90 ha
costruito un proprio stile di scrittura visuale, realizzando opere di poesia
visuale-concreta (in "Poemi del Loto",2008) e i suoi "poemi cromodinamici"("Poemi
Cromodinamici,2008)
Il suo percorso di interazione tra poesia e arti visive
comprende anche altre forme espressive: la poesia visiva (in "12 poemi
visuali tra cielo e terra",2008), il poema cinetico in formato libretto,
pps e video (Il Luogo dell'Utopia, Breath in Loop), il poema interattivo (Generatore
Casuale di versi, 1998), il poema oggetto (Aurora condensata, Spuma letteralemente,
1998), il cortometraggio.
Dal 2002 realizza poemi visivi anche per il web,
contribuendo al movimento artistico internazionale contro la guerra.
I suoi
contatti con nomi storici della Poesia Visiva - Eugenio Miccini, Stelio Maria
Martini, Mirella Bentivoglio - e con Luca Maria Patella, si concretizzano nell'ultimo
numero di Erbafoglio (2003). Seguono collaborazioni creative con Luca Maria
Patella e con il calligrafo islamico Gabriele Mandel.
Nel 2005 fonda e realizza
il sito www.cinegrafica.it, e il relativo archivio di poesia visuale.
Si
occupa di scrittura verbo-visiva anche a livello di critica e a livello didattico.
Ha
organizzato e curato rassegne di cinema.
http://www.cinegrafica.it/poesia%20visiva/alessioliberati.htm
2008
Crema (Cr) - Italia
Biblioteca
Comunale di Crema, Via Civerchi 9
Videopoesia / Esperienze Riflessioni Videoproiezioni
Sabato
13 Settembre 2008
Porticato Comunale di Piazza Duomo
Dalle ore 10:00 alle
19:30
Poesia
A Strappo “Sogno”
La
manifestazione itinerante per le piazze ed i luoghi dell’italia è giunta
a Crema, dove è nata,alla 14esima edizione.Essa permette al lettore di
effettuare lo strappo delle poesie degli autori,assemblate e posizionate su
pannelli.
Dalle
ore 14:00 alle 19 :30
Rassegna
di Videopoesia
“Videopoetry
Dream”
Videoproiezione
in Loop
Nel porticato comunale uno spazio dedicato alla videopoesia
ed ai suoi interpreti con il tema del sogno presente nelle immagini proiettate
su di uno schermo
Autori dei video:
Maria Grazia
Martina
Antonio Meo
Gruppo Solaris
Gherardo Bortolotti
Gruppo Sinestetico
Annelisa Addolorato
/ Patrizia Monzani
Caterina Davinio
SempreCreativaPoetica
Fludd Genova
Giorgio Longo
Nicola Frangione
Semiolabile Cinematografica
La
manifestazione e la rassegna è a cura del:
Circolo Poetico Correnti
Via
Cavour 18/a
26013 Crema(Cr)
Email: poesie@correnti.org
web:
www.correnti.org
info: 339 4439848
Buenos Aires - Argentina
Videobardo
III festival internacional
de videopoesia 2008
Sede central: Buenos
Aires
http://www.videopoesia.com/
Livorno - Italia
GALLERIA PECCOLO
Piazza Della
Repubblica 12
dal 10 al
27 maggio 2008
Arrigo Lora Totino
L'artista ha realizzato una serie di opere / poesia / collage dal
titolo "Macchine Celibi" (in omaggio al Dadaismo) e i "Fiori
della Prosa" (in omaggio alla scrittura e al libro); opere esposte in questa
sua personale livornese
ingresso libero
vernissage:
10 maggio 2008. ore 18,30
orario: martedì sabato 10-13 e 16-20 (possono
variare, verificare sempre via telefono)
catalogo: in galleria. Co-edizione Peccolo,Livorno
e Spaziotemporaneo,Milano
curatori: Mirella Bandini
autori: Arrigo Lora
Totino
GALLERIA PECCOLO
Piazza Della
Repubblica 12 (57123)
+39 0586888509 (info), +39 0586888509 (fax)
galleriapeccolo@libero.it
Brescia - Italia
FONDAZIONE BERARDELLI
Via
Milano 107
dal 18 aprile al 25 maggio 2008
Julien
Blaine - Favole e altre storie. Opere dal 1980 al 2007
La mostra indaga il lavoro di uno dei
più vivaci e vitali esponenti della Poesia Visiva: sessanta le opere
esposte, fra acrilici, tele, legni dipinti, installazioni che ne evidenziano
la policroma esperienza artistica
vernissage: 18 aprile 2008. ore 18
orario: martedì - sabato ore 15.30
- 19.30. Altri orari su appuntamento (possono variare, verificare sempre via
telefono)
catalogo: in mostra, a cura
di Pierre Garnier e Enrico Mascelloni
curatori: Enrico Mascelloni
autori:
Julien Blaine
patrocini: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sottosegretario
di Stato del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
FONDAZIONE BERARDELLI
Via
Milano 107 (25127)
+39 030313888 (info)
info@fondazioneberardelli.org
www.fondazioneberardelli.org
Budapest - Hungary
19,
21, 26, 28 March 2008.
6 to 8 p.m. - Artpool
P60
As
a program of the Budapest
Spring Festival
CONNECTION-BASED
ART AS INFORMATIVE POETRY
Meeting of probing worlds
study
exhibition event,
curator: György Galántai
[...] According to the earliest
dimensionist (N+1/1912), Marcel Duchamp (1887-1968) who dealt with the question
of the fourth dimension “Taste is bad because it averts examination.”
Charles
Sirato (1905-1980), in his Dimensionist Manifesto contends that the dimensionist
plus one dimension (N+1), opens the way to the weighty spiritual/intellectual
consequence of this fundamental change. [...] The essence of Dimensionism is
as follows: it is deductive with respect to the past; inductive with respect
to the future, and alive in the present.
Ray Johnson (1927-1995) understood
the “closed and completely controlled cosmic space” as atomic information carrying
particles. These particles – the “moticos”– are already elements of a differently
coded écriture, a means of a relational system, and instigators of the
cognition of computational reading.
Dimensionist
Worldwide Meeting
N+1/2008
- the dimensionist present
The
Dimensionist Human Being experiences the constant changes of the perpetually
unfolding moment as a plus one dimension.
Budapest - Hungary
20
January 2008, from
4 pm - Artpool
P60
VOICE
in MOVEMENT
Nicola Frangione
sound and video poetry performance
Nicola
Frangione’s sound poetry and concerts are oriented towards what some artists
define as "art dramaturgy". Gestures as a key form of expression are
a distinguishing feature of his work. On the one hand, his vocality takes an
active part in the performances of the body, playing the same role as the other
linguistic elements; on the other, it stands out thoroughly, in a sound-focused
dimension connected with both texts and music according to interdisciplinary
approaches, harmonizing with the main orientation of "sound poetry",
which is the name for half a century’s practice and pragmatic observation. (Giovanni
Fontana)
Nicola Frangione was born in Forenza (Potenza), Italy, in 1953.
He has been living and working in Monza since 1972, as an interdisciplinary
artist experimenting with several techniques: visual arts, audio art and sound
poetry, video-art and visual poetry.
Host of the evening: Endre Szkárosi
Event supported by the Istituto Italiano di Cultura
Rovereto - Italia
MART (Museo di arte moderna e
contemporanea di Trento e Rovereto)
La parola nell'arte. Ricerche d'avanguardia nel '900. Dal
Futurismo ad oggi attraverso le Collezioni del Mart
10 novembre 2007 - 6 aprile 2008
A cura di Gabriella
Belli, Achille Bonito Oliva, Andreas Hapkemeyer, Nicoletta Boschiero, Paola
Pettenella, Melania Gazzotti, Daniela Ferrari, Julia Trolp, Giorgio Zanchetti In
collaborazione con: Museion – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Bolzano
La Parola è protagonista del grande evento espositivo
dell’autunno-inverno 2007. Scritta, disegnata, declamata, cancellata, la parola
è stata un elemento fondamentale per la sperimentazione dell’avanguardia storica
e la sua presenza ha accompagnato ogni significativo cambiamento delle poetiche
artistiche del ‘900. Dal Futurismo al Dadaismo, dal Surrealismo a Fluxus, alla
contemporaneità, la relazione parola/immagine ha dato vita alle più
“spericolate” forme espressive, apportando un originale contributo d’innovazione
sia alla pittura, che alla forma più tradizionale del testo scritto, poetico,
letterario e naturalmente artistico.
Dopo un “prologo” focalizzato sulle
prime avanguardie del ‘900, la mostra presenta una ricca documentazione del
contributo offerto dalla ricerca artistica internazionale del secondo
dopoguerra, per giungere fino alle più recenti sperimentazioni, che ancora una
volta trovano nella relazione tra parola e arte visiva, terreno fertile per
nuovi approcci e nuove interpretazioni dell’esperienza estetica.
L’esposizione permette un’analisi approfondita del ricco patrimonio di opere
e fondi archivistici sulle ricerche verbovisuali presenti nella collezione
permanente del Mart, che costituiscono “l’ossatura” del percorso espositivo,
come il preziosissimo nucleo di documenti, libri, dipinti, manoscritti
futuristi, e come le opere, oggi in deposito al Museo, provenienti dalla
Collezione Palli e Collezione Bellora, ma soprattutto il ricco complesso
archivistico di Paolo Della Grazia, che da molti anni ha affidato al Mart
l’Archivio di Nuova Scrittura.
L’esposizione presenta oltre 800 lavori, tra
olii, collage, disegni, manoscritti, documenti originali, fotografie, video,
libri d’artista, spesso inedite composizioni di autori più noti per il loro
ricerca pittorica, che per questa particolarissima sperimentazione nel campo
delle ricerche verbo visuali.
“La parola nell’arte” ripercorre questa storia
appassionante con opere di Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, GIacomo
Balla, Marcel Duchamp, René Magritte, Gino Severini, Alighiero Boetti, Joseph
Beuys, Emilio Isgrò, Cy Twombly, Giulio Paolini, Joseph Kosuth, Jenny Holzer,
Fischli & Weiss, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Nedko Solakov, Barbara
Krueger fino alle ultime generazioni con opere di artisti tra cui Douglas
Gordon, Ghada Amer, Shirin Neshat, Sophie Calle, Monica Bonvicini, Stefano
Arienti, Chiara Dynys, Sabrina Mezzaqui, Alessandra Cassinelli, Tacita Dean e
Tracey Emin.
Pieve di Cento (Bologna) - Italia
PER PAROLE E IMMAGINI.
Tra poesia visiva ed espressioni
segniche
A cura di Vittoria Coen
15 settembre 2007 - 13 gennaio 2008
Museo MAGI '900, Pieve di Cento
(Bologna)
Inaugurazione:
venerdì 14 settembre 2007 ore 18
13/06/07 - Il Museo Magi apre la
nuova stagione autunnale in settembre con la mostra collettiva Per parole e
immagini. Tra poesia visiva ed espressioni segniche a cura di Vittoria Coen,
dedicata al rapporto tra disegno e significato in cui predomina il movimento
artistico della Poesia Visiva.
Quest’ultimo, nato negli anni ’60 con la
finalità di creare una relazione tra comunicazione verbale o scritta e immagini,
si sviluppa anche nel decennio successivo a livello nazionale e internazionale.
Ancora oggi questo particolare momento storico di interessante fermento
culturale appare in tutta la sua attualità.
In mostra sono presenti lavori di
artisti affermati, diversi dei quali hanno partecipato a varie edizioni della
Biennale di Venezia e importanti esposizioni. Alcuni nomi: Ugo Carrega, Arrigo
Lora Totino, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lamberto
Pignotti, Adriano Spatola.
Vittoria Coen commenta: "decisivi per questo
movimento sono la nascita e lo sviluppo del Gruppo '63, in cui intellettuali e
artisti dibattono su possibili nuovi sentieri dell'arte".
Le opere esposte
provengono dagli archivi del Museo Magi di Giulio Bargellini e da una collezione
privata ferrarese e offrono un ampio panorama del movimento che ha interessato
le diverse espressioni della cultura, come la letteratura e il cinema.
Giulio Bargellini, fondatore del Museo Magi, dichiara: "è con entusiasmo che
proseguiamo la collaborazione con il direttore artistico Vittoria Coen, che ha
precedentemente curato con grande successo di pubblico e di critica la mostra
"L'astratto presente. Generazioni in scena". Sulla scia di quest'ottimo
risultato assistiamo alla crescita del nostro museo, che da quest'anno accoglie
i visitatori con il piacevole Magi-cafè, un Book Store adatto a tutte le età e
un esclusivo servizio gratuito di Art Consulting".
A corredo della mostra è
realizzato un catalogo a cura di Vittoria Coen, con le immagini delle opere
esposte e un testo critico introduttivo di Vittoria Coen.
Coordinate
mostra
Titolo Per parole e immagini. Tra poesia visiva ed espressioni
segniche
A cura di Vittoria Coen
Sede MAGI '900. Museo delle Generazioni Italiane
via
Rusticana A/1, Pieve di Cento (Bologna)
Durata 15 settembre 2007 - 13 gennaio 2008
Inaugurazione
venerdì 14 settembre 2007 ore 18
Orario: Tutti i giorni dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso
Ingresso libero
Coordinate museo
Sede MAGI '900. Museo delle
Generazioni Italiane
via Rusticana A/1, Pieve di Cento (Bologna)
Orario da
martedì a domenica h.10-18.
Chiuso lunedì, Natale, 1 gennaio, Pasqua e
agosto.
Ingresso Intero € 5 - Ridotto € 4 - Gratuito fino a 12
anni
Scolaresche € 3 per studente. Famiglia (max 4 persone) € 12
Visite
guidate su prenotazione Gruppi (minimo 10 max 30 persone) € 75 durata
120’
Scolaresche € 60 durata 90’. Ingresso mostra escluso.
Come arrivare -
Autostrada uscita a Bologna, poi statale per 27 Km
- Treno fermata Bologna e
Pullman 97 da p.zza stazione
- Treno fermata Bologna, cambio treno per San
Pietro in Casale e navetta direzione Cento (fermata Pieve di
Cento).
Informazioni al pubblico Segreteria generale - Ilaria Pedriali
Tel. +39 051 6861545 Fax +39 051 6860364
info@magi900.com
www.magi900.com
Ufficio stampa Irma Bianchi Comunicazione
Tel.
+39.02.89400732 +39.02.89404694 Fax +39.02.8356467
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